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>>> venerdì, 15 settembre 2006 | 21:11
Libano, ufficiale israeliano confessa: «bombe a grappolo su interi villaggi»
«Abbiamo coperto villaggi interi in Libano sparando bombe a grappolo. Quello che abbiamo fatto è stato pazzesco, mostruoso». Nonostante le ripetute denunce delle

organizzazioni umanitarie (da Amnesty a Human Right Watch) e la condanna della stessa Onu, il governo di Tel Aviv si è sempre difeso dalle accuse non tanto di aver usato in Libano le famigerate "bombe a grappolo" di aver violato in qualche modo le convenzioni internazionali. Quello che però emerge dall´intervista a un ufficiale israeliano della riserva riportata sul quotidiano israeliano on line Haaretz non conferma questa linea.
Descrivendo le attività nella unità per il lancio multiplo di razzi Mlrs durante il recente conflitto con gli Hezbollah libanesi l´ufficiale (di cui giornale tuttavia non fornisce l´identità) racconta di aver sparato verso il territorio libanese 1.800 razzi a grappolo, che contenevano complessivamente un milione e 200 mila "bomblets", le sub-munizioni che si disperdono sopra l´obiettivo moltiplicando il raggio d´azione dei razzi. Ma non solo. Il militare ha sottolineato che si tratta di un tipo di razzi molto impreciso, che può esplodere anche a 1200 metri dal loro obiettivo. Per questa ragione, ha affermato, gli è stato ordinato di «impregnare» la zona con una grande quantità di bombe.
La pericolosità delle bombe a grappolo deriva dal fatto che un´alta percetnuale dei proiettili che le compone non esplode. Nel tipo di munizioni usate da Israele può arrivare, secondo il giornale, fino al 40 per cento. Secondo le stime delle Nazioni Unite sono oltre 100mila gli ordigni inesplosi sul territorio libanese. Nelle due settimane successive alla tregua 59 persone sono state coinvolte nell´esplosione di bombe a grappolo. Tredici sono morte.
Bombe a grappolo, Annan condanna Israele
«Anche in guerra la popolazione civile deve essere rispettata». Così il segretario generale dell´Onu Kofi Annan, in Giordania per incontrare il re Abdallah II, ha condannato l´uso di bombe a grappolo nei raid sul Libano, aggiungendo di aver «già chiesto ad Israele di fornirci una mappa dei campi minati». Una denuncia che segue di un giorno quella del responsabile per gli aiuti umanitari di emergenza dell'Onu Jan Egeland, che ha definito «scioccante» e «immorale» l´uso di bombe a grappolo da parte di Israele nelle ultime ore del conflitto.
«Il loro uso è conforme agli standard internazionali», ha replicato Miri Eisin, portavoce del governo israeliano, sostenendo che l´esercito del suo Paese «non ha infranto alcuna legge internazionale nei tipi di armamenti usati». Le bombe a grappolo, pur non essendo vietate dal diritto internazionale, sono ordigni che si frammentano dopo il lancio, creando così tante piccole bombe che spesso toccando terra, non esplodono. Per questo il loro uso indiscriminato nei pressi di insediamenti abitati e zone percorse da civili crea di fatto pericolosissimi campi minati ed è, questo sì, vietato dalle norme internazionali.
Secondo le stime delle Nazioni Unite sono oltre 100mila gli ordigni inesplosi sul territorio libanese. Nelle due settimane successive alla tregua 59 persone sono state coinvolte nell´esplosione di bombe a grappolo. Tredici sono morte.
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